mercoledì 30 gennaio 2013

It had been an addiction.
Once someone starts to hurt himself
on purpose, they don’t stop.
You don’t stop. You just pause.

Ieri sono stata ad un funerale, quello di un fratello di mio nonno paterno.
Non lo conoscevo, forse l'avrò visto tre volte in tutta la mia vita, ma comunque era mio dovere esserci.

Nei giorni precedenti continuavo a pensare - e a chiedermi - quale fosse stato l'ultimo funerale a cui ero stata e continuavo a pensare a quello di mio nonno materno.
Poi mi è venuto in mente che nel 2007 era morta la mia bisnonna paterna e che non avevo diciotto anni nemmeno da un mese e che era una settimana prima che iniziassi a tagliarmi.
Ricordo che era il 4 maggio e che avevo anche pianto, ma non ricordo se avevo pianto davvero per la mia bisnonna o se per il dolore delle persone che mi circondavano.
Forse per entrambe le ragioni o forse più per la seconda perché con la mia bisnonna non avevo un gran rapporto e quando ero più piccola mi aveva dato un grandissimo schiaffo in faccia che la mia mente ha deciso di dimenticare.
Mia madre, quando salta fuori la questione, dice che io non avevo fatto niente e che era a causa dell'Alzheimer che la mia bisnonna credeva a cose che non erano successe.
Io quello schiaffo non me lo ricordo, ma ogni volta mia madre dice che era stato davvero forte e che io non smettevo più di piangere.

Mentre ascoltavo la cerimonia ieri pomeriggio non mi sono commossa e non ho fatto una piega.
Preferisco credere che fosse perché non conoscevo il defunto piuttosto che pensare che fosse a causa del fatto che non sentivo assolutamente niente e che, per questo, la mia faccia fosse una maschera di indifferenza totale.
Ma temo di sapere quale sia la risposta giusta.

Ogni tanto mi alienavo e pensavo a mio nonno, a quante lacrime versate e a quanto fossi distrutta.
A quanto quegli ultimi sei mesi fossero stati terribili e quanto io sia stata un mostro con tutti quelli che mi circondavano.
A quanto ancora vorrei chiedere perdono e a quanto vorrei non essermi quasi accasciata a terra quando l'ho visto nella bara e mi sono resa conto che era davvero finita.

Non so con precisione quando ho iniziato a farmi del male.
Non so se è stato quando, guardandomi allo specchio, ho cominciato a ripetermi tutti gli insulti e le parole che gli altri mi lanciavano fino al punto di convincermi che fossero reali.
Non so se è stato quando per la prima volta mi sono piantata le unghie in un avambraccio per impedirmi di urlare.
Non so se è stato quando ho cominciato a permettere agli altri di mettermi da parte e di calpestarmi.
Non so se è stato quando ho cominciato a non perdonarmi per qualsiasi errore commettessi.
Non so se è stato quando ho bevuto per la prima volta così tanto da non capire e non sentire più niente e, proprio per questo, ho continuato a bere ancora di più.
Non so se è stato quando per la prima volta ho passato una lametta sulla pelle del mio polso e mi è piaciuto così tanto che ho continuato a farlo.

Ed è vero.
Non ti fermi, ti metti solamente in pausa.

On air: You Me At Six - No One Does It Better

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